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Allevamento di lumache
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Allevamento di lumache, cos’è e come funziona

Conoscete l’elicicoltura? Essa è una pratica poco nota, ma molto cospicua, sia in termini economici sia per quanto riguarda il grado di soddisfazione che si può raggiungere. L’elicicoltura o, più comunemente, allevamento di lumache, seppur sia una pratica piuttosto antica, oggi sta avendo una rapida e crescente diffusione per la quantità di prodotti cosmetici che ci offre.

Attualmente nel nostro Paese l’elicicoltura rappresenta una forma di allevamento tanto diffusa da coprire quasi la metà della richiesta del mercato interno. Conosciamola meglio…

Allevamento di lumache: di cosa si tratta?

Le origine del termine elicicoltura vanno ricercate nel greco elix, che significa spirale (esattamente come quella del guscio delle chiocciole) e dal latino coltus, cioè coltura. Per potersi dedicare all’allevamento di lumache, proprio come in tutte le forme di allevamento animale, bisogna documentarsi bene, conoscere la legislazione vigente e prendere dimestichezza con i metodi di trattamento della bava, elemento naturale naturalmente ricco di proprietà.

Se praticato con le giuste conoscenze e la costanza necessaria, i risultati prodotti saranno ben evidenti. La raccolta della bava di lumaca servirà come elemento principale per la preparazione di creme, saponi e tanti prodotti di bellezza. Aldilà del mercato delle chioccola da cucina, infatti, c’è tutta l’attività riguardante la bava delle lumache.

Basti pensare che un litro di bava, proveniente da un allevamento certificato ed estratta correttamente, può arrivare a costare anche oltre 100 euro. L’alevamento di lumache, come abbiamo detto, può rivelarsi una fonte di reddito di tutto rispetto, anche se, prima di cominciare, è bene stilare un business plan, fare una previsione dei costi e dei guadagni, decidere un budget iniziale da investire e capire quali potranno essere gli eventuali canali di vendita e di commercializzazione.

Allevamento di lumache: la tipologia

Quando parliamo di lumache di allevamento facciamo riferimento alle chiocciole, mentre le lumache vere e proprie sono le limacce, cioè le classiche beghe rosse senza guscio che si aggirano nella lattuga e che commercialmente non riscuotano grande successo.

La conoscenza delle lumache, però, ha origini antichissime, risalgono a 10.000 anni fa nel bacino del Mar Mediterraneo i resti di lumache commestibili. Già nell’Antica Roma si praticava l’elicitoltura grazie al metodo della lumaca rossa, pratica che prevedeva l’utilizzo di cereali ed erbe per far ingrassare le chiocciole all’interno dei cosiddetti cocleari.

Elicicoltura, da cosa iniziare…

Chi volesse iniziare la sua attività di allevamento di lumache deve iniziare da un appezzamento di terreno più o meno ampio, purché si trovi in una zona soleggiata. Cosa ben importante sta nella quantità di acqua presente: poiché l’attività si svolge prettamente nel periodo estivo, è necessario irrigarlo quotidianamente per preservare la salute delle chiocciole.

Successivamente al terreno, si deve pensare ad una rete specifica, antibava e antifuga, poi a dei paletti per sorreggerla, ad un tubo per l’irrigazione, ai semi per la coltura, all’alimentazione aggiuntiva, al tessuto per le zone a bassissima temperatura e anche ai riproduttori selezionati, calibrati e bordati per la riproduzione.

L’allevamento di lumache presuppone una grande attenzione e delicatezza verso questi piccoli animali, dopo il prelievo della bava bisogna riporre le lumache all’interno della loro “abitazione” cercando di non arrecargli alcun danno. Anche il cibo che si offre alle lumache deve essere naturalmente genuino e privo di sostanze chimiche e pesticidi, motivi per cui si consiglia di optare per dei semi di bietola.

Per avviare un allevamento di lumache ad un livello professionale non bisogna dimenticare l’aspetto burocratico, quindi aprire una partita Iva, iscrivere la propria attività alla Camera di Commercio, iscriversi a Inps e Inail e, nel caso in cui si voglia vendere i prodotti al pubblico, è necessario conseguire l’attestato HACCP e l’autorizzazione igienico sanitaria rilasciata dall’ASL.

Un iter molto simile a quello per diventare apicoltore.

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