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Differenza tra polline e nettare
Tutorial apicoltura

Qual è la differenza tra polline e nettare?

Ma ci pensate a quanti prodotti ci forniscono le api? Sono talmente tanti e importanti che spesso li confondiamo, o meglio, spesso la differenza fra di loro non appare così chiara e netta. La loro composizione e i loro principi nutrienti potrebbero risultare simili, ma non uguali. Prendiamo in considerazione polline e nettare, sono elementi diversi, entrambi prelevati dai fiori, ma che hanno due ruoli diversi sia nel processo di riproduzione delle piante sia come elemento trattato dalle api. Facciamo un po’ di chiarezza…

Cos’è il polline

Il polline è un elemento piuttosto essenziale nella morfologia del fiore, poiché è grazie ad esso che avviene l’impollinazione. È infatti la cellula, o gamete, maschile (l’equivalente dello sperma nell’uomo) che quando raggiungere i pistilli dei fiori (o organi femminili) dà luogo al processo di fecondazione. Il polline ha l’aspetto di polvere colorata (di vario colore a seconda della tipologia del fiore) ed è costituito da un altissimo numero di piccoli granuli, talmente microscopici da non essere invisibili a occhio nudo, contenuti nei sacchi pollinici.

È talmente leggero da essere trascinato dal vento, oppure può essere trasportato dagli insetti impollinatori, come le api, che lo fanno viaggiare anche a distanza di chilometri e chilometri dal fiore di origine. Quando le api si posano sui fiori impregnano le loro zampine di polline, volando da una pianta all’altra si posano su un altro fiore rilasciando, inconsapevolmente, il polline prelevato precedentemente.

Questo polline non verrà solo rilasciato in natura, ma verrà portato dentro l’alveare per diventare alimento delle larve. Le api successivamente lo lavoreranno per fare in modo che esso non si secchi, in questo caso entrano in gioco fermenti e lieviti del nettare, che contribuiscono a trasformarlo per immagazzinarlo e conservarlo.

Vuoi saperne di piu’ sul polline?

Cos’è il nettare

Il nettare è una secrezione a base di glucosio prodotta dalle piante mellifere e composta da acqua, amminoacidi, antiossidanti, carboidrati, enzimi e carboidrati. Grazie alle ghiandole nettarine, i fiori producono nettare, che viene utilizzato come elemento energetico e nutritivo per insetti e alcuni animali (tra cui api, farfalle, falene, colibrì e pipistrelli).

La sua particolarità sta nel fatto che la sua composizione varia da pianta a pianta, o meglio, dalle caratteristiche stesse dell’insetto impollinatore e, grazie alle sue proprietà, rappresenta un’indispensabile fonte di nutrimento per tanti animali, dagli insetti ai mammiferi. Per gli impollinatori il nettare è talmente importante che le piante rispondono con una produzione costante, anche a qualsiasi ora del giorno.

Le api vengono attirate dall’odore sprigionato dalla secrezione, si arrampicano sul fiore e succhiano il nettare con la loro bocca, lo prelevano e lo immagazzinano nell’alveare come forma di nutrimento per tutto il periodo in cui stanno a riposo. Inserito in apposite sacche, grazie all’aggiunta di enzimi subisce una prima trasformazione in miele, successivamente subisce una seconda trasformazione chimica per poi essere depositato nei favi di cera.

Il legame tra polline e nettare

Pur avendo due ruoli totalmente diversi, c’è un legame strettissimo e unico tra polline e nettare, entrambi elementi fondamentali nel processo di riproduzione. Il polline, spermatozoo della piante, è la sostanza proteica che rende possibile la fecondazione dei fiori e che contiene proteine, grassi e nutrienti di cui le api hanno bisogno. Il nettare, prodotto dal fiore, dà energia alle api grazie a vitamine, zuccheri e nutrienti aggiuntivi ed è la base per la produzione del miele.

Gli insetti impollinatori, nei mesi più caldi, vanno alla ricerca del succoso nettare e incrementano così la fecondazione delle piante da fiori tramite il continuo trasporto del polline. Non tutte le piante, però, attirano le api allo stesso modo; quelle più apprezzate dai nostri piccoli insetti impollinatori sono le seguenti: aneto, borragine, calendula, cumino, coriandolo, erba medica, facelia, finocchio annuale, grano, girasole, lavanda, lupinella, malva, pastinaca, rosmarino, sulla, tagete, timo, trifoglio alessandrino, trifoglio incarnato, trifoglio resupinato, veccia.

Proprio per la diversità di varietà vegetali, si parla di fecondazione incrociata per lo scambio di polline tra piante simili, o della stessa specie, o di specie diverse. In questo modo verrà incrementata la diversità genetica delle specie vegetali e si avrà più nutrimento per gli animali. Polline e nettare, quindi, elementi importantissimi nel mondo dell’apicoltura, contribuiscono a mantenere la biodiversità di moltissimi ecosistemi.

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