Prima che un apicoltore avvii la propria attività, è necessario che si doti dell’attrezzatura e di tutti gli strumenti necessari (come abbiamo più volte detto in altri articoli di approfondimento). Uno di questi strumenti è rappresentato da una speciale griglia, conosciuta come “escludiregina”, che va posizionata all’interno dell’arnia e che ha una funzione specifica, come suggerisce lo stesso nome. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Cos’è l’escludiregina?
In un ambiente così ricco – ed a tratti complesso – come l’arnia, è fondamentale suddividere gli spazi per il buon funzionamento e la produttività di tutto l’alveare. L’escludiregina è una griglia di metallo o di plastica che ha delle barre che distano 4,22 mm l’una dall’altra. Va posizionata tra il melario ed il nido proprio perché il suo scopo principale è quello di confinare l’ape regina nel nido e impedirle il passaggio nel melario per andare a depositare le uova.
Gli spazi tra le barre, infatti, sono talmente piccoli da non far passare l’ape regina, ma non così tanto ristretti da impedirne l’ingresso alle api operaie, che quindi possono passare da una parte all’altra senza problemi. In caso di passaggio dell’ape regina, essa andrebbe a deporre le uova nei telaini da melario, spazio riservato invece al miele trasportato dalle operaie.
Tutti i vantaggi dell’escludiregina
L’escludiregina è uno strumento importante, dalla struttura piuttosto semplice ma dai molteplici vantaggi e funzionalità, soprattutto quando il miele immagazzinato nel melario è destinato alla smielatura e, quindi, al consumo. Grazie all’escludiregina il lavoro di smielatura si velocizza e il miele ottenuto risulterà di migliore qualità, questo perché il miele non viene estratto da favi che contengono covata, per cui non presenta sapore di favo.
Inoltre i telaini del melario, i quali sono stati immagazzinati senza covata, risultano meno sensibili ad un eventuale attacco della tarma della cera. In tutto ciò è anche utile indicare un piccolo svantaggio nel suo utilizzo: le api, nel percorso che intercorre tra nido e melario, sono più lente poiché devono passare dalle maglie dell’escludiregina, e quindi essendo il tragitto meno veloce, la quantità di miele trasportata sarà minore.
Il consiglio è quindi quello di usare la griglia soltanto per i primi giorni di importazione, successivamente si lascerà depositare una corona di miele sui favi del melario, in modo da formare una barriera per il passaggio della regina.
Le tipologie di escludiregina
Non esiste un escludiregina “migliore” in assoluto, ma esiste quello più adatto al tuo metodo di lavoro e alle esigenze delle tue famiglie. In commercio, la scelta è vasta e può disorientare: la differenza non è solo estetica, ma risiede nella forma, nella precisione delle barrette e nel modo in cui l’attrezzo interagisce con il movimento delle api tra nido e melario.
Scegliere il modello corretto significa rispettare il benessere delle api, minimizzare l’uso di propoli grezza da parte loro e facilitarti la vita durante la stagione produttiva.
Escludiregina con cornice: il custode dello “Spazio d’Ape”
Questo modello è considerato da molti il “top di gamma” per il rispetto che porta verso le api. Grazie alla sua cornice (solitamente in legno o plastica rigida), garantisce uno spazio costante di 9,5 mm. Questo valore non è casuale: è il celebre “spazio d’ape” scoperto da Langstroth.
- Vantaggio: Evita che le api schiaccino i loro corpi tra nido e melario e riduce drasticamente la propolizzazione. Le api si sentono libere di muoversi e tu non dovrai “lottare” con la leva durante le ispezioni alle tue arnie per apicoltura.
Escludiregina senza cornice: essenziale e pratico
Si tratta di una semplice griglia piatta che appoggia direttamente sui telaini del nido. È la scelta preferita da chi cerca una soluzione economica e poco ingombrante.
- Vantaggio: Riduce al minimo lo spazio tra i due corpi, ma attenzione: senza la cornice, le api tenderanno a sigillare il perimetro di contatto con la propoli. È perfetto per chi ha una buona manualità nella pulizia dell’attrezzatura.
Griglia in acciaio e telaio in legno: la scelta dei professionisti
È il classico intramontabile. Le barrette in acciaio zincato o inox sono perfettamente calibrate e molto lisce, facilitando il passaggio delle operaie senza attriti.
- Vantaggio: La robustezza è impareggiabile. Si puliscono con estrema facilità utilizzando un cannello a gas o una spatola, garantendo un’igiene profonda necessaria per ottenere un miele di altissima qualità durante la smielatura.
Escludiregina in plastica o PVC: leggero e moderno
Realizzati in tecnopolimeri di alta qualità, questi escludiregina sono diventati lo standard per molti apicoltori hobbisti. Sono piatti, flessibili e non temono l’umidità.
- Vantaggio: Sono indeformabili e spesso presentano fori con i bordi arrotondati, progettati appositamente per non danneggiare le ali delle api. Sono la scelta ideale per chi cerca praticità e un costo contenuto senza rinunciare alla precisione.
Escludiregina a diaframma: per l’apicoltura tecnica
A differenza degli altri, questo modello non serve solo a separare il melario, ma a dividere l’arnia orizzontalmente o a isolare specifici telaini all’interno del nido.
- Vantaggio: È uno strumento indispensabile per chi vuole cimentarsi nell’ allevamento di api regine o per chi applica tecniche di gestione della covata avanzate.
Tabella Comparativa: Quale escludiregina fa per te?
Per aiutarti a decidere, abbiamo riassunto le caratteristiche principali in questa tabella:
| Tipologia | Materiale | Caratteristica Unica | Ideale per… |
| Con Cornice | Metallo / Legno | Rispetta lo “Spazio d’ape” (9,5 mm) | Chi vuole evitare schiacciamenti e troppa propoli. |
| Senza Cornice | Acciaio o Plastica | Spessore minimo e costo ridotto | Apicoltori esperti che cercano essenzialità. |
| In Acciaio (Professionale) | Acciaio Inox / Zinco | Igiene massima e durata eterna | Professionisti che puliscono con la fiamma. |
| In Plastica / PVC | Tecnopolimero | Leggerezza e fori “anti-attrito” | Chi inizia e cerca un prodotto facile da maneggiare. |
| A Diaframma | Misto | Divisione interna del nido | Tecniche avanzate e selezione delle regine. |
Quando e come inserire l’escludiregina: il segreto di un raccolto sereno
Saper scegliere il momento giusto per inserire l’escludiregina è quasi un’arte che richiede pazienza e osservazione. Non è solo una questione tecnica, ma di ascolto del ritmo della natura e delle tue api. Inserirlo troppo presto potrebbe scoraggiare la salita al melario, mentre inserirlo troppo tardi potrebbe rendere vana la sua funzione se la regina ha già deciso di espandere la covata “ai piani superiori”.
Il momento ideale: ascolta il ronzio della fioritura
Il tempismo è tutto. Il segreto è osservare l’attività sul predellino di volo e la forza della famiglia. In genere, il momento perfetto coincide con l’esplosione dei colori primaverili (tra marzo e maggio), quando le api sono nel pieno della loro attività di bottinatrici e iniziano a raccogliere nettare in abbondanza.
In termini pratici, dovresti inserire l’escludiregina quando:
- L’arnia è in piena espansione: Le api operaie hanno occupato quasi tutti i telaini del nido e senti che la famiglia è forte, sana e pronta ad accumulare scorte energetiche.
- Decidi di posare il melario: Questo è il momento classico. Prima di appoggiare il primo melario sopra il nido per la produzione stagionale, posizioni la griglia per delimitare gli spazi.
- Vedi i primi segni di “imbiancatura”: Se noti che le api iniziano a costruire nuova cera bianca e fresca sulla parte superiore dei telaini del nido, significa che il flusso di nettare è iniziato e hanno bisogno di spazio extra per lo stoccaggio.
Come procedere: un atto di delicatezza e precisione
Le api lavorano in una democrazia perfetta e ogni nostro intervento deve essere il meno invasivo possibile. Ecco i passaggi per un inserimento che rispetti l’equilibrio dell’alveare:
- Cerca la Regina (con calma): Prima di posizionare la griglia, assicurati con i tuoi occhi che la regina si trovi nel corpo nido. Se venisse “chiusa” accidentalmente nel melario, inizierebbe a deporre uova lì, compromettendo la successiva fase di smielatura.
- Appoggia la griglia senza schiacciare: Posiziona l’escludiregina in modo che sia stabile. Se utilizzi modelli con cornice, assicurati di mantenere il corretto “spazio d’ape”. Questo evita che le api siano costrette a usare troppa propoli grezza per sigillare fessure, rendendo poi difficile la manutenzione futura.
- Il trucco del melario “invitante”: Se temi che le api siano restie a passare attraverso la griglia (il cosiddetto effetto “barriera”), prova a inserire nel melario un telaino già costruito o con qualche traccia di miele della stagione precedente. L’odore del nettare sarà un richiamo irresistibile per le operaie.
Il problema dei Fuchi: cosa succede ai maschi dell’alveare?
Quando si parla di escludiregina, l’attenzione è (comprensibilmente) tutta rivolta alla sovrana dell’alveare. Tuttavia, c’è un altro abitante che subisce gli effetti diretti di questa preziosa griglia e che non dobbiamo assolutamente trascurare: il fuco.
I maschi dell’alveare hanno una corporatura molto più tozza e voluminosa rispetto alle instancabili api operaie. Le fessure dell’escludiregina, calibrate millimetricamente per far passare agevolmente le bottinatrici, rappresentano per i fuchi un vero e proprio muro invalicabile. Ma cosa succede se rimangono bloccati “al piano di sopra”, ovvero nel melario?
Il rischio di intrappolamento
Se al momento dell’inserimento dell’escludiregina sono presenti dei fuchi nel melario, o se hai inavvertitamente spostato telaini contenenti covata maschile prossima allo sfarfallamento, questi esemplari rimarranno inesorabilmente intrappolati. Non potendo uscire per i loro voli di perlustrazione e accoppiamento, andranno presto incontro a una fine prematura.
Il loro intrappolamento non è soltanto un danno per la biodiversità e l’equilibrio della famiglia, ma crea un problema tecnico e igienico non da poco per l’apicoltore:
- Ostruzione dei passaggi: I fuchi che non riescono a superare la griglia finiranno per bloccarne le fessure, ostacolando il flusso continuo delle operaie e riducendo drasticamente la ventilazione all’interno dell’alveare.
- Compromissione del raccolto: La presenza di materiale organico senza vita all’interno del melario rischia di alterare l’igiene, la limpidezza e la purezza del tuo miele ancor prima di arrivare alla delicata fase della smielatura.
Come prevenire e risolvere l’intoppo
Per fortuna, gestire questo aspetto è molto semplice: l’apicoltura richiede pazienza, osservazione e rispetto per i ritmi della natura. Ecco come procedere per salvaguardare i fuchi e il tuo miele:
- Il controllo visivo preventivo: Prima di posare l’escludiregina e il melario, ispeziona accuratamente i favi per assicurarti che non ci siano fuchi a spasso “ai piani alti”.
- Isolamento della covata maschile: Evita nel modo più assoluto di spostare telaini con covata da fuco dal corpo nido al melario. La covata deve rimanere confinata nella zona inferiore, insieme alla regina.
- La via di fuga (il trucco dell’apicoltore): Se, ispezionando l’arnia nei giorni successivi alla posa, ti accorgi che alcuni maschi sono rimasti intrappolati, c’è una soluzione rapida. Scegli una bella giornata di sole e, durante le ore più calde, solleva leggermente il melario o scosta appena l’escludiregina per qualche minuto. I fuchi, naturalmente attratti dalla luce e dal bisogno di volare, usciranno rapidamente, liberando la griglia.
Il ruolo di questi insetti, spesso ingiustamente considerati “i pigri” dell’alveare, è in realtà cruciale per la genetica, la termoregolazione e la serenità dell’intera colonia. Se desideri esplorare più da vicino il loro affascinante mondo, ti invito a leggere il nostro approfondimento: Il fuco: tutti i segreti sul maschio delle api.
Escludiregina, cosa bisogna fare dopo l’uso
Aspetto da non dimenticare e da tenere sempre sotto controllo è la pulizia dell’escludiregina. La pulizia dai resti di cera e propoli solitamente va effettuata in inverno, la propoli presente è indurita e quindi si stacca più facilmente con l’utilizzo di un raschietto in acciaio inox (da acquistare eventualmente insieme all’escludiregina).
In questa fase bisogna fare attenzione, in caso contrario si potrebbero forzare le maglie della griglia! L’escludiregina si può facilmente pulire e igienizzare utilizzando anche l’idropulitrice con getto di acqua calda, fino a circa 110° di temperatura. In particolare se si opta per un modello in acciaio, essendo più resistente, le operazioni di pulizia possono esse anche più “aggressive”.
Come pulire l’escludiregina: igiene e manutenzione a fine stagione
Quando l’estate volge al termine e si concludono le operazioni di smielatura, è il momento di rimuovere l’escludiregina. Lo troverai quasi irriconoscibile: spesso è completamente incrostato di cera e di uno spesso strato di propoli grezza.
Le api, infatti, tendono a sigillare ogni fessura che percepiscono come “fuori misura”. Tuttavia, pulire questa griglia non è solo una questione estetica, ma un dovere fondamentale per ogni apicoltore. Un escludiregina sporco riduce il diametro delle fessure (i famosi 4,22 mm), ostacolando il passaggio delle operaie la stagione successiva e favorendo la proliferazione di agenti patogeni e malattie delle api.
Come fare, dunque, per riportare l’attrezzatura al suo splendore originario senza faticare troppo? Il metodo cambia radicalmente in base al materiale che hai scelto.
La purificazione col fuoco (Solo per metallo puro)
Se hai optato per un escludiregina totalmente in acciaio (inox o zincato), senza cornici in legno o plastica, hai a disposizione il metodo più rapido e sterilizzante di tutti: la fiamma.
- Come procedere: Usa un semplice cannello a gas, passandolo rapidamente sulle barrette metalliche. La cera si scioglierà in un istante e la propoli brucerà, carbonizzandosi. Successivamente, ti basterà spazzolare la griglia con una spazzola in ferro per farla tornare come nuova.
- Attenzione: Mantieni la fiamma in movimento per non deformare il metallo e, ovviamente, lavora in sicurezza lontano da materiali infiammabili.
Il bagno caldo (Ideale per la plastica e il PVC)
Gli escludiregina in plastica sono fantastici per la loro leggerezza, ma non tollerano assolutamente la fiamma libera. Raschiarli a freddo con la leva da apicoltore è sconsigliato, perché rischieresti di graffiare la plastica, creando asperità che ferirebbero le api.
- Come procedere: L’ideale è un ammollo in un grosso mastello con acqua ben calda (ma non bollente, per evitare di deformare il tecnopolimero) miscelata con un detergente specifico per apicoltura o della soda Solvay (carbonato di sodio). Lascia agire per qualche ora.
- L’alternativa meccanica: L’uso di un’idropulitrice ad acqua calda è altrettanto formidabile per “sparare” via la cera e la propoli in pochi secondi, mantenendo le attrezzature per apicoltura integre.
Il metodo dolce ed ecologico: la Sceratrice Solare
Se sei un amante delle soluzioni naturali e a zero impatto energetico, e hai un po’ di tempo a disposizione, il sole è il tuo miglior alleato.
- Come procedere: Inserisci l’escludiregina incrostato direttamente all’interno della tua sceratrice solare durante le giornate più calde. I raggi del sole faranno sciogliere dolcemente la cera, che colerà nell’apposita vaschetta (potrai persino recuperarla per il rinnovo cera dell’alveare). Alla fine, ti basterà pulire i residui ammorbiditi con un panno ruvido o una spazzola. Questo metodo è perfetto anche per gli escludiregina con cornice in legno.
Prendersi cura della propria attrezzatura con costanza e dedizione significa garantire alle api un ambiente sano in cui vivere e prosperare l’anno successivo. In apicoltura, la pulizia è sempre il primo passo per un raccolto felice!
Il grande dibattito: l’escludiregina danneggia le api?
Nel mondo dell’apicoltura, come in ogni tradizione legata alla natura, le opinioni sono spesso contrastanti e i dibattiti accesi. Una delle discussioni più antiche e ricorrenti tra gli apicoltori riguarda proprio questo strumento: l’escludiregina è davvero innocuo o rappresenta una forzatura contro natura che stressa e danneggia le nostre amate api?
Tra i detrattori, non è raro sentire chiamare questa griglia con il termine dispregiativo di “escludimiele”. La teoria alla base di questo scetticismo sostiene che costringere le api bottinatrici a passare continuamente attraverso strette fessure rallenti il loro lavoro, scoraggi l’immagazzinamento del nettare nel melario e, nel peggiore dei casi, provochi danni fisici alle loro delicate ali.
Ma qual è la verità scientifica e pratica? Sfatiamo qualche falso mito, sempre con il profondo rispetto che dobbiamo a questi straordinari insetti.
Il mito della “barriera” psicologica e fisica
La convinzione che la griglia rallenti la produzione di miele nasce spesso da errori di valutazione. Se una famiglia si rifiuta di salire a melario dopo l’inserimento dell’escludiregina, il problema quasi mai è la griglia stessa. Le vere cause sono solitamente altre:
- La famiglia non è ancora pronta: Se il nido non è completamente presidiato e “saturo”, le api non sentiranno l’urgenza di espandersi verso l’alto.
- Flusso nettarifero scarso: Le api sono lavoratrici razionali; se fuori non c’è abbastanza nettare, non sprecheranno energie per costruire nuova cera nel melario.
- Problemi di salute: Una colonia indebolita magari dalla Varroa o da altre malattie delle api non avrà la forza per immagazzinare scorte extra.
Una famiglia forte, sana e in piena fioritura non si farà spaventare da un escludiregina e varcherà la soglia senza la minima esitazione.
La qualità dei materiali fa la differenza
C’è un fondo di verità nelle preoccupazioni sui danni fisici, ma tutto dipende dalla qualità dell’attrezzatura. Escludiregina metallici o plastici di scarsa fattura, realizzati con materiali economici e non rifiniti, possono presentare sbavature o bordi taglienti. In questo caso, il passaggio ripetuto potrebbe effettivamente causare micro-abrasioni sul corpo o sulle ali delle api.
Al contrario, gli strumenti di alta qualità (con barrette perfettamente lisce, stondate e calibrate) sono progettati per azzerare qualsiasi attrito. Se vuoi garantire il massimo benessere, scegli sempre prodotti certificati e rifiniti con cura.
L’escludiregina come strumento di tutela
In realtà, se osserviamo la questione da una prospettiva più ampia, l’uso dell’escludiregina è un vero e proprio atto di cura. Anche i protocolli di apicoltura biologica ne ammettono e consigliano l’uso, perché i benefici per l’igiene e la salute dell’alveare superano di gran lunga i presunti disagi.
Separando in modo netto il nido dal melario, tuteliamo tutte le caste delle api e in particolar modo la vulnerabile covata. Senza l’escludiregina, la regina deporrebbe le uova nei telaini del melario: al momento del raccolto, rischieremmo di sottrarre o danneggiare irreparabilmente migliaia di larve. In quest’ottica, la griglia non è una prigione, ma un confine sicuro che ci permette di collaborare con l’alveare prelevando solo il surplus di miele, senza invadere e stravolgere la loro “nursery”.



