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Le caste delle api
Tutorial apicoltura

Le caste delle api

Lo sapevate che le caste delle api dettano la vita all’interno dell’alveare? Questi impollinatori sono infatti degli insetti sociali che trascorrono la loro vita in colonie all’interno dell’alveare, quest’ultimo è inteso sia come il loro punto di riferimento nei mesi estivi, ma anche come rifugio in quelli invernali. Nella loro “casa” – luogo sicuro e produttivo – possono risiedere anche diverse migliaia di api, fino a 60.000 mila!

Trattandosi di una famiglia piuttosto copiosa e abbondante, per garantire a tutti una produttiva e serena convivenza, si rende necessaria un’organizzazione funzionale fra tutti i piccoli esemplari. E a questa organizzazione ci pensano le stesse api con la naturale struttura in caste. È davvero sorprendente constatare che un’organizzazione interna di una comunità animale riesce ad eguagliare, o talvolta anche superare, quella umana. Vediamo come fanno…

Cosa sono le caste delle api?

Per casta si intende un gruppo sociale rigido e chiuso. Inizialmente il termine si riferiva all’antica società indiana orientale, ma nel corso degli anni si è esteso anche ad altri contesti e gruppi. In genere per ogni individuo – in questo caso insetto impollinatore – che fa parte di una specifica casta, non è possibile far parte di una casta diversa, specialmente se di rango più alto. Questa suddivisione così netta è presente anche all’interno dell’alveare, proprio perché un ambiente così numeroso e ricco funziona solo se è ben strutturato.

Api e caste: la suddivisione

All’interno dell’alveare convivono pacificamente tre caste delle api: l’ape regina, le api operaie e i fuchi.
La loro è una convivenza pacifica anche se, a prima vista, non si direbbe. Da un punto di vista numerico, infatti, la loro differenza è significativa tanto da rendere le categorie quasi sproporzionate. Ma la loro forza sta nell’assoluta cooperazione e nell’equilibrio alla base del loro “lavoro”. Vediamo nel dettaglio le loro caratteristiche.

Le caste delle api: Ape regina

L’ape regina – proprio come suggerisce il suo nome – è sovrana all’interno alveare. In una colonia composta da migliaia di api, la regina è la madre, perché è l’unica ape ad essere fertile. Generalmente potrebbero infatti esistere due o più regine in un qualsiasi regno? No. Ecco, tale regola o prassi vale anche per i nostri piccoli e preziosi impollinatori. Nonostante sia la regina di tutto l’alveare, però, essa non sta proprio al comando, anche perché la sua unica funzione è quella di deporre le uova (in periodo piuttosto fertile può arrivare a deporre fino a 2.000 uova al giorno!).

La sola regina emette un feromone in grado di influenzare l’intera colonia inibendo gli apparati riproduttori delle api operaie, ma il potere che hanno queste ultime su di essa è parecchio importante. Se non fosse per le sue ancelle non avrebbe alcun tipo di nutrimento per cui perderebbe le forze e morirebbe. La sua struttura corporea si distingue dalle operaie perché ha l’addome più grande; ma aldilà di questa differenza, la domanda che più frequentemente ci si potrebbe porre è la seguente: l’ape regina nasce con questo “titolo” o diventa regina diventa nel corso della vita?

Ecco la risposta: la “nuova” regina, inserita per sostituire una vecchia regina malata o per dare vita ad una nuova colonia, nasce da un uovo fecondato identico a quello da cui nascono le operaie, ma la differenza sta nel fatto che l’uovo viene deposto in una cella grande e isolata, posizionata a fianco dei favi. Nel corso della sua vita la regina viene poi sottoposta ad una speciale nutrizione (la pappa reale) che le permette di sviluppare l’apparato riproduttivo.

L’ape regina riesce a vivere fino a 4 o 5 anni, in casi eccezionali raggiunge anche i 7. Se però la sua capacità riproduttiva dovesse venire meno, la regina sarà sollecitata a sciamare lasciando il posto a qualcuna più giovane. Ma può anche succedere che ci si trovi in presenza di una regina in grado di deporre uova, ma non di fecondarle. La regina, in questo caso denominata “fucaiola”, darebbe vita quindi solo a fuchi (vediamo in seguito chi sono) determinando la morte dell’intero alveare perché le operaie non avrebbero uova fecondate da cui allevare una nuova regina (a meno che non intervenga l’apicoltore). Anche in questo caso, la regina verrebbe sostituita.

Le caste delle api: Api operaie

Le api operaie si differenziano dalla regina per diversi motivi: all’interno della famiglia sono moltissime (diverse migliaia), sono tutte femmine sterili e svolgono numerosi compiti. Sono tutte sorelle o, quantomeno, sorellastre (la madre è la stessa ma il padre è diverso). Le operaie impiegano 3 settimane per nascere quando l’ape regina feconda le uova. Nel corso dei giorni riescono a raggiungere una struttura corporea così versatile da compiere praticamente tutti i lavori utili e necessari a garantire una buona sopravvivenza dell’alveare. Esse costituiscono una casta grande, ma compatta e monomorfa, formata da api tutte uguale tra di loro con dei caratteri morfofisiologici assolutamente identici.

Hanno una vista sviluppata per localizzare i fiori a distanza e una lingua lunga che gli permette di succhiare nettare e polline e conservarli. Ma non è tutto. La peluria delle zampe posteriori gli consente di accumulare granelli di polline. Tali tratti sono il risultato sia del tipo di nutrimento che ingeriscono nei primissimi giorni di vita durante lo stadio larvale, sia grazie ai feromoni emessi dall’ape regina. Durante l’estate, nei mesi di maggiore attività, le operaie vivono poco più di un mese (circa 40 giorni d’estate); mentre in inverno, riparate all’interno dell’alveare, sopravvivono per diversi mesi (fino a un massimo di 120 giorni).

A loro volta, la casta delle api operaie si suddivide in sotto-categorie in base ai vari stadi di età. Per cui abbiamo:

  • le api architetto o produttrici di cera: chiamate così perché con i loro corpi formano una sorta di struttura che servirà da guida portante per la costruzione di un nuovo favo
  • le api bottinatrici: hanno l’incarico di svolazzare da fiore in fiore per raccogliere tutto il necessario per la sopravvivenza dell’alveare, come acqua, nettare e polline
  • le api guardiane: coloro adibite alla sicurezza dell’alveare impedendo ad eventuali intrusi di entrare
  • le api immagazzinatrici: successivamente alla ricezione del cibo dalle “sorelle” bottinatrici, provvedono ad immagazzinarlo nei favi
  • le api nutritrici: producono pappa reale direttamente dalle loro ghiandole
  • le api pulitrici: quelle che puliscono i favi e tengono in ordine tutto l’alveare
  • le api ventilatrici: sono quelle che ventilano sopra i favi permettendo l’evaporazione dell’umidità e favorendo, così, la maturazione del miele (poi, dopo 21 giorni, diventano bottinatrici)

Le caste delle api: I fuchi

I fuchi sono i maschi dell’ape domestica. Numericamente sono nettamente inferiori alle api operaie. Il loro corpo è più robusto rispetto alle api femmine, hanno addome e occhi più grandi, più peluria, ali più sensibili, ma sono prive di aculeo (pungiglione per la raccolta del polline) e la lingua (o ligula) è più corta.

Non vivono all’interno dell’alveare ma svolazzano di tanto in tanto in cerca di nutrimento. Il loro scopo è quello di fecondare la regina. Ma più che scopo si può definire una vera e propria missione di vita, a tal punto che, dopo la fase del corteggiamento della regina, il loro organo riproduttore rimane incastrato in essa, si stacca, loro cadono e muoiono. I fuchi vivono pochi mesi, all’incirca una stagione. Per saperne di più ti rimandiamo al nostro articolo “Il fuco: tutti i segreti sul maschio delle api

In conclusione, si può affermare che affinché un alveare goda di ottima salute, è necessario un equilibrio fra tutte le caste delle api. Tutti i membri, sia gli abitanti (apre regina e operaie) che i passanti (fuchi), devono collaborare e cooperare tra di loro per il benessere della colonia e per garantirgli un futuro virtuoso.

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