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miele bio
Mieli

Miele bio, cosa significa e come si produce

Si può tranquillamente affermare che il miele bio è un alimento parecchio presente nelle dispense delle case italiane. Oltre alla sua dolcezza ed estrema bontà, esso viene utilizzato nella cura di piccole patologie quotidiane. Ma quando acquistiamo un vasetto di miele al supermercato, ci accertiamo della sua provenienza o della sua lavorazione? Ma soprattutto, facciamo caso alla differenza tra miele biologico e non biologico? Spesso, infatti, la distinzione tra le due tipologie non è così evidente e nota.

Miele bio, di cosa si tratta

È assodato che il miele è un prodotto dell’alveare, per cui le api sono le responsabili della sua produzione. I nostri piccoli impollinatori svolazzano e raccolgono il nettare (liquido zuccherino) da fiore in fiore o la melata (sostanza prodotta da farfalle e depositata sulle corolle delle piante), ma il loro “lavoro” di certo non finisce qui! Le sostanze raccolte in natura vengono lavorate e il miele ottenuto viene poi utilizzato come nutrimento delle stesse api.

Ma se tale processo è svolto dalle api in modo assolutamente naturale, si può quindi parlare di miele biologico? In realtà la differenza tra miele bio e convenzionale non dipende solo dall’attività svolta dagli impollinatori stessi, ma anche dalla posizione dell’arnia e dal lavoro svolto dagli apicoltori.

Nella loro intensa attività di impollinazione svolazzando da una pianta all’altra, generalmente le api non si allontanano oltre i 3 km dall’alveare. In tal senso, se l’arnia è posizionata nei pressi di un parco naturale piuttosto che in un posto trafficato, non c’è dubbio che il nettare sarà diverso e di conseguenza il miele sarà migliore. Ma la denominazione di miele bio risiede maggiormente nel trattamento riservato agli insetti, a cui non va somministrato nessun antibiotico o medicinale ed è proibito l’uso di pesticidi (nemici assoluti delle api). Poi, per quanto riguarda la nutrizione, le api vanno nutrite solo con miele o zuccheri biologici e non con sciroppi generici.

Sai perchè le api fanno il miele?

Caratteristiche del miele biologico

Aldilà dei metodi di lavorazione che devono necessariamente essere diversi, il miele bio presenta delle caratteristiche evidenti che lo contraddistinguono da quello convenzionale. Grazie al mancato utilizzo di pesticidi e alla ridotta presenza di fattori inquinanti, il miele risulta essere più grezzo, ma anche più gustoso proprio perché non è sottoposto a trattamenti che ne alternano i principi nutritivi. Il miele convenzionale, che invece trattiene le tossine, deve essere necessariamente microfiltrato e pastorizzato, compromettendo il gusto e bontà “originali”.

Miele biologico: la produzione

Se un’azienda che si occupa di apicoltura vuole passare al biologico, può farlo tranquillamente anche se il periodo di transizione può durare a lungo (si parla di circa 3 anni). Un buon apicoltore, per tutelare le api e proporre sul mercato del miele 100% bio, deve essere assolutamente preparato e studiare la normativa vigente.

Innanzitutto gli apiari devono essere posizionati in modo strategico: lontani da fonti di inquinamento e vicini a fonti naturali di nettare, melata e polline, nonché a fonti d’acqua per le api. Nel caso un’azienda abbia avviato il processo di conversione al bio, un altro passo è quello di disfarsi della cera delle arnie poiché tende ad assorbire gli elementi inquinanti, e procurarsi invece della cera biologica.

A causa di condizioni climatiche avverse, è consentita la nutrizione artificiale delle colonie di api esclusivamente con miele biologico; nel caso però in cui le condizioni climatiche ne provochino la cristallizzazione, è possibile sostituire il miele con sciroppo di zucchero o melassa. Tale nutrizione artificiale è autorizzata solo tra l’ultima raccolta del miele e 2 settimane prima dell’inizio della successiva bottinatura.

Per la protezione di arnie, favi e telaini da eventuali parassiti o per pulire e disinfettare materiali e utensili viene consentito l’uso di vapore o fiamma diretta o prodotti a base naturale. È altresì vietata la spuntatura delle ali dell’ape regina vecchia, la quale può essere sostituita solo mediante soppressione; mentre nel caso di infestazione da Varroa – sempre per evitare l’utilizzo di prodotti chimici – si può sopprimere la covata maschile.

Nel caso sia necessario utilizzare medicinali veterinari è necessario dichiararli all’organismo o alle autorità competenti prima che i prodotti siano commercializzati con la denominazione bio. Tutte le fasi del loro lavoro sono costantemente sottoposte a visite e ispezioni da parte di revisori che hanno il dovere di verificare il rispetto della normativa in materia di apicoltura.

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