Salviamo le api ♥️ Salviamo il pianeta

 
Tutorial apicoltura

Vaccinazione Naturale: Lezioni di Immunità di Sciame dalle Api

salviamoleapi · · 4 min di lettura
vaccinazione naturale

Un vecchio adagio recita che non esista nulla di nuovo sotto il sole. Questa saggezza popolare trova conferma anche nel mondo degli insetti, dove le api mellifere hanno sviluppato, molto prima degli esseri umani, un sistema di vaccinazione naturale incredibilmente sofisticato.

Uno studio recente pubblicato sul Journal of Experimental Biology da Gyan Harwood dell’Università dell’Illinois, Urbana-Champaign, non solo conferma questa straordinaria capacità, ma suggerisce anche che le api implementino strategie analoghe ai programmi di vaccinazione infantile di tipo prime-boost utilizzati nella medicina umana moderna.

Questa scoperta è particolarmente rilevante considerando la natura gregaria delle api da miele, che vivono in colonie densamente popolate dove il rischio di diffusione di malattie è costantemente elevato.

Curiosamente, nonostante questo rischio, le api da miele possiedono meno geni collegati al sistema immunitario rispetto alle loro cugine solitarie – un paradosso che ha lasciato perplessi gli entomologi per anni.

La risposta a questo enigma biologico sembra risiedere in un sistema di protezione collettiva che potremmo definire, più che immunità di gregge, una vera e propria immunità di sciame.

Vaccinazione Naturale: Il ruolo cruciale dell’ape regina nella protezione della colonia

Nel 2015 emerse una prima risposta a questo mistero: le api regine sono in grado di vaccinare le proprie uova trasferendo in esse, prima della deposizione, frammenti proteici provenienti da agenti patogeni che causano malattie. Queste proteine funzionano come antigeni che innescano lo sviluppo di una risposta immunitaria protettiva negli esemplari in fase di sviluppo.

Questa scoperta, per quanto sorprendente, ha sollevato un’ulteriore domanda: come ottiene l’ape regina questi antigeni protettivi? Considerando che la regina si nutre esclusivamente di pappa reale, una sostanza prodotta dalle api nutrici durante una fase specifica della loro vita, la risposta doveva trovarsi in questo particolare meccanismo di alimentazione.

Il dottor Harwood ha quindi ipotizzato che le api nutrici potessero incorporare nella pappa reale frammenti di agenti patogeni raccolti dalle provviste portate nell’alveare dalle bottinatrici.

L’esperimento rivelatore: come funziona la vaccinazione delle api

Per verificare questa teoria, Harwood ha collaborato con un gruppo di ricercatori dell’Università di Helsinki guidato da Heli Salmela. Insieme hanno allestito un esperimento raccogliendo circa 150 api nutrici, dividendole in sei mini-alveari privi di regina ma con covate di larve da accudire.

Invece del nettare naturale, le api sono state alimentate con una soluzione di acqua e zucchero. La differenza cruciale: in tre degli alveari, questo sciroppo è stato arricchito con Paenibacillus larvae, un batterio responsabile della peste americana, una malattia potenzialmente devastante per gli alveari.

Per evitare un’infezione reale, i ricercatori hanno preventivamente ucciso i batteri attraverso l’esposizione al calore e li hanno marcati con una tintura fluorescente per tracciarne il percorso. Grazie all’uso di microscopi fluorescenti, hanno potuto confermare che frammenti di questi batteri entravano effettivamente nella pappa reale prodotta dalle api nutrici alimentate con lo sciroppo “corretto”.

Inoltre, l’analisi di questa pappa reale ha rivelato livelli elevati di defensin-1, un peptide antimicrobico noto per aiutare il sistema immunitario a contrastare le infezioni batteriche, rispetto alla pappa prodotta dalle api non esposte al patogeno.

Un sistema di doppia vaccinazione naturale

Le scoperte di questo studio suggeriscono un meccanismo completo: le api nutrici trasmettono gli antigeni attraverso la pappa reale all’ape regina, che a sua volta li incorpora nelle uova.

Inoltre, poiché anche le larve appena nate ricevono pappa reale nei primi giorni di vita, si verifica una seconda esposizione agli antigeni.

Questo significa che ogni ape neonata risulta effettivamente vaccinata due volte: una prima volta ancora nell’uovo e una seconda volta come larva.

Rimane da chiarire se questa doppia vaccinazione rappresenti semplicemente una misura precauzionale o sia effettivamente l’equivalente di un programma vaccinale prime-boost, dove la seconda somministrazione amplifica significativamente l’efficacia della prima.

In ogni caso, questo sofisticato sistema sembra offrire un’efficace protezione all’intera colonia, rappresentando non tanto un’immunità di gregge quanto una vera e propria immunità di sciame – un sistema di protezione collettiva che gli esseri umani hanno scoperto millenni dopo le api.

In conclusione, il meccanismo di vaccinazione naturale delle api rappresenta uno straordinario esempio di intelligenza biologica collettiva e cooperazione evolutiva. Quello che per l’essere umano è frutto di anni di ricerca scientifica, per le api è un comportamento innato, perfezionato da milioni di anni di evoluzione. Comprendere questi sistemi non solo ci aiuta a proteggere meglio questi fondamentali impollinatori, ma ci ispira anche a ripensare il nostro rapporto con la natura, riconoscendo nelle api non solo produttrici di miele, ma anche custodi di conoscenze biologiche profonde. Investire nella salvaguardia del loro benessere significa, in ultima analisi, tutelare l’equilibrio dell’ecosistema e il futuro della nostra stessa specie.

Semina anche tu fiori per le api.

Con una donazione ci aiuti a seminare piante mellifere nelle Oasi del Roero e delle Langhe.