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Vespa asiatica
Tutorial apicoltura

Vespa asiatica, un nuovo nemico per le api

Tutti gli apicoltori, sia coloro che sono alle prime armi ma anche i più esperti, devono stare attenti a tutti quei parassiti o insetti che possono provocare dei seri danni all’alveare e ai nostri amici impollinatori. Sapevate che uno di questi è la vespa asiatica? Conoscete le sue caratteristiche? Scopriamo di più…

Conosciamo la vespa asiatica: le origini

La vespa asiatica, nota anche come vespa vellutina o calabrone asiatico, appartiene alla famiglia degli imenotteri e, com’è facile intuire, è originaria dell’Asia del Sud-Est. Da oltre dieci anni, però, è avvistata anche nel nostro continente, in particolare in Francia e in Italia.

Le caratteristiche della vespa asiatica

La vespa asiatica è nota per essere piuttosto lunga (talvolta raggiunge i 5 cm), per la sua apertura alare di 4 cm, per il corpo scuro e per la linea gialla che suddivide l’addome. I suoi occhi e il suo capo sono grandi e ben evidenti rispetto il torace. Le antenne sono di colore scuro: tendono al nero sulla parte superiore e al castano nella parte inferiore.

Grazie alle sue particolari caratteristiche morfologiche, anche un occhio meno esperto noterebbe la differenza di una vespa asiatica rispetto alle altre. Proprio come api, la vespa asiatica è un insetto sociale che vive in colonie formate da caste: da una parte i riproduttori (maschi e femmine) e dall’altra le operaie (femmine sterili).

I loro nidi vengono fondati annualmente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Proprio quando le temperature iniziano ad crescere, le regine iniziano a costruire le prime celle e ad allevare le operaie. Nell’età adulta delle operaie, viene scelto un nido per la nuova ovideposizione, nel frattempo le operaie accudiscono le larve e si procurano il cibo.

Nel corso dei mesi, la colonia cresce ed alleva i maschi, allo stesso tempo le regine, dopo la fecondazione, lasciano il nido in cerca di un riparo invernale.

Quali sono i danni provocati dalla vespa asiatica?

A differenza della vespa comunemente intesa, quella asiatica è dotata di un pungiglione più aggressivo. La sua potenziale aggressività si scaglia contro l’uomo come avviene con le altre vespe, anche se i danni maggiori li procura alle api, per le quali rappresentano una vera e propria minaccia.

La loro dieta è infatti costituita prettamente da api, basti pensare che le bottinatrici vengono predate nei pressi dell’alveare! Quando avviene l’attacco della vespa asiatica nei confronti delle api, queste ultime vengono smembrate proprio in prossimità dell’alveare, portando al nido solo addome e torace (le parti più proteiche).

Ma i danni non sono soltanto legati alla caccia di singole api, ma anche alla situazione di stress procurato all’intera colonia. La famiglia messa sotto pressione annulla le sue attività, dal volo alla deposizione delle uova.

Le conseguenze di tutto ciò possano essere davvero devastanti: nelle zone maggiormente infestate di vespe, le api cessano il volo e, quindi, l’apporto di nettare e polline, mancando quindi il sostentamento necessario viene compromessa la salute della famiglia.

Come intervenire contro la vespa asiatica?

Per cercare di contrastare la presenza e l’eventuale attacco della vespa asiatica, è importante monitorare l’intera zona e procedere ad installare delle trappole a bottiglia. Si consiglia l’utilizzo di esco a base di sostanze zuccherine o birra chiara, oppure di liquidi con un’alta percentuale di carboidrati o proteine.

Certamente tale escamotage non rappresenta la soluzione definitiva al problema, perché tante volte si vanno a colpire insetti vari, andando a indebolire la popolazione della fauna. Da tempo ci si chiede se è il caso di introdurre parassiti o agenti patogeni che agiscano contro la vespa asiatica, questa però rappresenta una soluzione estrema per i danni che potrebbero arrecare alle api e all’ecosistema in generale.

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