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Marcatura api regine: la guida definitiva, con i segreti di un apicoltore tra Roero e Langhe

salviamoleapi · · 17 min di lettura
marcatura api regine
In questo articolo

C’è un momento, durante una visita in apiario, in cui tutto si ferma. Hai sollevato il terzo o il quarto telaino, il favo brulica di api, e sai che lei è lì da qualche parte. Cerchi un addome più lungo, un’andatura più lenta, quel piccolo cerchio di operaie che le fa da corte. A volte la trovi in pochi secondi, a volte perdi dieci minuti e alla fine richiudi senza averla vista.

Poi, un giorno, sollevi un favo e vedi un puntino bianco brillante che si muove tra le api. Eccola. Nessuna incertezza, nessuna fatica. Da quel giorno capisci perché la marcatura api regine è uno dei gesti più semplici e più utili di tutta l’apicoltura.

In questo articolo ti racconto come faccio la marcatura api regine nei nostri apiari, quali metodi esistono, come leggere il codice colori internazionale e quali errori evitare. Troverai anche una tabella comparativa tra le tecniche, per scegliere con calma quella più adatta a te e alle tue api.

Cos’è la marcatura api regine e perché la consiglio a tutti

La marcatura api regine consiste nell’applicare un piccolo segno colorato sul torace della regina, nella parte dorsale, tra l’attaccatura delle ali. Il colore non è casuale: segue un codice internazionale che indica l’anno di nascita della regina. In un colpo solo, quindi, la marcatura api regine ti dice dove si trova la regina e quanti anni ha.

Sembra un dettaglio, ma cambia il modo di lavorare in apiario. Ecco i vantaggi che vedo ogni stagione.

La trovi in pochi secondi. In una famiglia forte, a maggio, ci sono decine di migliaia di api. Trovare la regina senza segno può diventare una caccia al tesoro, soprattutto per chi è alle prime armi. Con la marcatura api regine l’occhio va subito lì. Se vuoi allenare lo sguardo anche sulle regine non marcate, ti lascio i nostri trucchi per trovare l’ape regina sul favo.

Sai quanti anni ha. Una regina dà il meglio nei primi due anni di vita. Poi la deposizione cala, la covata si fa meno compatta e la famiglia tende a sciamare o a sostituirla. Conoscere l’età di ogni regina ti permette di programmare i cambi prima che arrivino i problemi. Se ti incuriosisce la differenza di longevità tra regina, operaie e fuchi, ne parliamo in quanto vive un’ape.

Ti accorgi delle sostituzioni naturali. Se trovi una regina senza segno dove prima ce n’era una marcata, significa che la famiglia l’ha sostituita, oppure che è sciamata. Più avanti ti racconto l’episodio che mi ha fatto apprezzare davvero questo aspetto.

Tieni traccia delle linee genetiche. Chi seleziona o alleva regine ha bisogno di sapere da dove viene ogni regina e come si comporta la sua famiglia. La marcatura api regine, insieme alle annotazioni, è la base di questo lavoro. Ne parliamo anche in la genetica delle api e in allevamento api regine, come funziona.

Gestisci meglio la sciamatura. Quando fai una divisione o un nucleo, sapere con certezza in quale parte è rimasta la regina vecchia ti evita errori grossolani. Ne parliamo nella guida alla sciamatura artificiale.

Il codice colori internazionale della marcatura api regine

Il sistema di colori è stato condiviso a livello internazionale e oggi è usato da apicoltori di tutto il mondo. Funziona a cicli di cinque anni: ogni colore corrisponde a una cifra finale dell’anno di nascita della regina. Dopo cinque anni il ciclo ricomincia, e visto che una regina raramente resta in produzione così a lungo, non c’è rischio di confusione.

Anno che termina conColoreAnni di esempio
1 o 6Bianco2021, 2026
2 o 7Giallo2022, 2027
3 o 8Rosso2023, 2028
4 o 9Verde2024, 2029
5 o 0Blu2025, 2030

Quindi le regine nate quest’anno, nel 2026, si marcano di bianco. Quelle che nasceranno nel 2027 avranno il giallo.

Un trucco per ricordare i colori

Per non dover aprire la tabella ogni volta, in apiario usiamo una frase con le iniziali dei colori in ordine: “Bei Giorni Restano Verdi e Blu”. Bianco, Giallo, Rosso, Verde, Blu. Abbinala alle cifre da 1 a 5 (e da 6 a 0) e non sbaglierai più. Se vuoi approfondire la logica del codice e qualche curiosità sui colori, trovi tutto nel nostro articolo sulla colorazione delle api regine.

Perché proprio questi colori

Non è un caso che manchino il nero o il marrone: sul torace scuro della regina non si vedrebbero. Bianco e giallo sono i più visibili in assoluto, il blu è il più difficile da notare, soprattutto all’ombra o su favi scuri. Per questo, negli anni del blu, faccio ancora più attenzione a scegliere un pennarello con un pigmento bello coprente.

Le tecniche di marcatura api regine a confronto

Per la marcatura api regine esistono tre grandi famiglie di metodi: la vernice o il pennarello, i dischetti colorati (spesso numerati) e il clippaggio dell’ala. Ti racconto come funzionano, poi li mettiamo uno accanto all’altro nella tabella.

Il pennarello atossico: il mio metodo

È il metodo che uso nelle mie arnie, ed è quello che consiglio a chi inizia. Si tratta di pennarelli a base d’acqua, con pigmenti atossici e una punta tonda di uno o due millimetri. Alcuni sono specifici per la marcatura api regine, altri sono pennarelli per decorazione con caratteristiche simili.

Perché lo preferisco? Per tre motivi. È veloce: un tocco e hai finito. È economico: con un solo pennarello fai la marcatura api regine di decine di famiglie. Ed è poco invasivo: la regina resta ferma per pochissimi secondi e non c’è colla da gestire.

Il limite principale è la durata. Il segno lasciato dalla marcatura api regine con il pennarello, nel corso delle stagioni, tende a consumarsi, soprattutto sulle regine molto attive o nelle famiglie dove le operaie le fanno spesso toeletta. Nella mia esperienza, un buon pennarello resta ben leggibile per tutta la stagione e spesso anche per la successiva. Quando lo vedo sbiadire, durante una visita lo ripasso: è un gesto di un attimo.

Un consiglio pratico: agita bene il pennarello e prova la punta su un foglio di carta prima di andare in apiario. Il colore deve uscire fluido ma non colare. Una goccia troppo grande è il nemico numero uno della marcatura api regine, perché può finire sulle ali, sugli occhi o sulle articolazioni.

I dischetti colorati e numerati

Sono piccoli dischi in plastica sottilissima, del diametro di circa tre millimetri, nei cinque colori del codice internazionale e spesso con un numero stampato sopra. Si incollano sul torace con una goccia di colla specifica, tipo gommalacca.

Sono la scelta preferita dagli allevatori e da chi lavora in selezione, perché il numero permette di identificare ogni singola regina. Se fai inseminazione artificiale delle api regine o gestisci molte linee, il dischetto numerato è quasi obbligatorio.

Lo svantaggio è la manualità richiesta. Bisogna dosare bene la colla, centrare il dischetto, aspettare che asciughi. Se la colla è poca, il dischetto si stacca; se è troppa, rischi di incollare le ali. Io non li uso, ma quando acquisto regine selezionate da allevatori mi capita spesso di trovarle con questa marcatura api regine già fatta all’origine.

Il clippaggio dell’ala

Il clippaggio consiste nel tagliare con forbicine sottili una parte di una delle due ali anteriori della regina. Una regina clippata non riesce a volare: se la famiglia sciama, lei cade davanti all’arnia e lo sciame, senza regina, torna indietro.

Lo dico con chiarezza: io non lo pratico mai, e non lo consiglio. È un intervento irreversibile su un animale che ha bisogno delle sue ali, e non risolve la causa della sciamatura, che resta legata a spazio, età della regina e gestione della famiglia. Inoltre non è ammesso nell’apicoltura biologica. Preferisco lavorare sulla prevenzione: ne parliamo in sciamatura api, cos’è e come prevenirla.

Tabella comparativa dei metodi di marcatura api regine

CaratteristicaPennarello atossicoDischetti colorati e numeratiClippaggio dell’ala
DifficoltàBassa, ideale per principiantiMedia, serve manualitàMedia, serve precisione
Tempo per reginaPochi secondi1-2 minuti (colla e asciugatura)Meno di un minuto
Durata del segno1-2 stagioni, ripassabileLunga, ma il disco può staccarsiPermanente
Identifica l’annoSì, con il codice coloriSì, con il codice coloriNo (salvo convenzioni sul lato tagliato)
Identifica la singola reginaNoSì, grazie al numeroNo
InvasivitàMolto bassaBassaAlta e irreversibile
CostoMolto bassoBassoMolto basso
Compatibile con il biologicoSìSìNo
Ideale perHobbisti e professionistiAllevatori e selezionatoriUso sconsigliato

Se dovessi riassumere in una riga: il pennarello per la gestione quotidiana, il dischetto per la selezione, il clippaggio meglio lasciarlo nei manuali.

Cosa serve per la marcatura api regine: l’attrezzatura

Il kit per la marcatura api regine è piccolo e costa poco. Ecco cosa porto con me.

  • Un pennarello atossico del colore dell’anno, più uno di riserva. I pennarelli tendono a seccarsi se restano aperti al sole.
  • Una gabbietta a pistone, detta anche tubo marcaregine: un cilindro trasparente con una retina sul fondo e uno stantuffo con la spugna. È lo strumento che uso sempre.
  • Un piccolo foglio di carta per provare la punta del pennarello.
  • Il quaderno di apiario, per annotare subito colore, data e arnia.
  • L’affumicatore, acceso ma usato con moderazione.

Se cerchi un kit completo, una buona selezione di gabbiette, pennarelli e dischetti la trovi su Mondoape, nella sezione dedicata alla marcatura delle regine. Per tutto il resto dell’attrezzatura di base, dalla leva alla spazzola, ti rimando alla nostra guida sulle attrezzature per l’apicoltura.

Gabbietta a pistone, griglia o presa a mano?

Esistono diversi modi per immobilizzare la regina. C’è chi la tiene direttamente tra le dita, afferrandola per il torace. C’è chi usa le gabbiette a griglia da appoggiare sul favo, o le pinze fermaregina.

Io uso da sempre la gabbietta a pistone, e il motivo è semplice: la regina non viene mai toccata con le dita. Non si trasferiscono odori estranei, non si rischia di schiacciarla e la pressione della spugna è morbida e controllabile. Per chi è alle prime armi, è senza dubbio il sistema più sicuro.

La marcatura api regine passo dopo passo: il mio metodo

Questo è il procedimento che seguo nelle nostre arnie Dadant-Blatt da dieci favi. Lo ripeto sempre uguale, così le mani vanno quasi da sole.

1. Scegli il giorno e l’ora giusti

Lavoro in giornate calde, soleggiate e senza vento, nelle ore centrali. In quel momento molte bottinatrici sono fuori a raccogliere, nell’arnia c’è meno affollamento e le api sono più tranquille. Evito i giorni di pioggia imminente e i periodi di blocco del raccolto, quando le api sono più nervose.

2. Prepara tutto prima di aprire l’arnia

Pennarello agitato e provato, gabbietta pulita, quaderno a portata di mano. La regina deve restare lontana dal favo il meno possibile, quindi niente ricerche dell’ultimo minuto nella cassetta degli attrezzi. E ovviamente vestiti in modo adeguato: se hai dubbi, leggi come vestirsi in apiario.

3. Apri con calma e usa poco fumo

Un paio di sbuffi all’ingresso e sotto il coprifavo, niente di più. Troppo fumo fa correre la regina e la nasconde tra le api. Se vuoi qualche consiglio su combustibili e accensione, trovi tutto nella guida all’affumicatore in apicoltura.

4. Trova la regina

Comincia dai favi centrali, dove c’è covata giovane e uova fresche. Solleva il telaino lentamente, tienilo sopra l’arnia e guarda prima il lato in ombra. Se la regina dovesse cadere, cadrà dentro l’arnia e non nell’erba.

5. Cattura la regina con la gabbietta a pistone

Appoggia il tubo sopra la regina, sul favo, lasciando che salga verso l’alto. Le api regine tendono a camminare verso la luce e verso l’alto, quindi in pochi secondi entra nel cilindro. Se con lei entra qualche operaia, nessun problema: si può lasciare uscire prima di chiudere.

6. Immobilizzala con delicatezza

Spingi lentamente lo stantuffo fino a quando la regina resta ferma contro la retina, con il torace appoggiato tra le maglie. La pressione deve essere minima: deve stare ferma, non schiacciata. Questo è il passaggio più delicato della marcatura api regine, e conviene fare con calma.

7. Applica il colore

Con un tocco leggero appoggia la punta del pennarello al centro del torace, sopra la retina. Un solo punto, di due o tre millimetri, senza toccare testa, occhi, ali o addome. Non serve premere né disegnare: basta un contatto rapido.

8. Lascia asciugare

Aspetta una trentina di secondi, allentando leggermente lo stantuffo. Il colore a base d’acqua asciuga in fretta, ma se rimetti la regina sul favo con il segno ancora bagnato, le operaie possono sporcarsi e cercare di ripulirla.

9. Rimettila nell’arnia

Appoggia il tubo sul favo da cui l’hai prelevata, togli lo stantuffo e lascia che la regina scenda da sola tra le sue api. Osserva per qualche secondo: se le operaie le si avvicinano con calma e la toccano con le antenne, è tutto a posto. Se invece le si stringono intorno in modo agitato, formando una pallottola, conviene recuperarla subito e lasciarla qualche minuto in gabbietta prima di riprovare.

10. Annota subito

Data, numero dell’arnia, colore, eventuali note sulla famiglia. Lo faccio prima ancora di richiudere. La marcatura api regine perde metà del suo valore se non è legata a una registrazione: è il quaderno di apiario che trasforma un puntino colorato in un’informazione.

Quando fare la marcatura api regine

Il momento ideale dipende dalla regina che hai davanti.

Regine giovani appena fecondate. È il caso più frequente. Dopo il volo nuziale, la regina rientra nell’arnia e comincia a deporre. Io aspetto di vedere le prime uova e la covata regolare: solo allora la marco. Anticipare la marcatura api regine, quando la regina non ha ancora fatto i suoi voli, aumenta il rischio che gli uccelli la notino o che venga rifiutata al rientro. Se lavori con i nuclei di fecondazione, ne parliamo in arnie da fecondazione, come funzionano.

Regine acquistate o di sciami. Se compri una regina già marcata, controlla solo che il colore corrisponda all’anno dichiarato. Se recuperi o acquisti uno sciame, alla prima visita utile cerca la regina e marcala. Così saprai da subito chi hai in casa. Se ti interessa l’argomento, leggi sciami di api, come sceglierli e dove acquistarli.

In primavera, durante le prime visite complete. Le famiglie sono ancora relativamente piccole, la regina si trova più facilmente ed è il momento giusto per la marcatura api regine sfuggite l’anno precedente o per ripassare i segni sbiaditi.

Quando evitarla. In pieno raccolto, con le famiglie al massimo della popolazione e i melari pieni, trovare la regina diventa complicato e le visite troppo lunghe stressano la famiglia. Lo stesso vale per le giornate fredde: con meno di 15 gradi preferisco non aprire per operazioni non indispensabili. Se vuoi orientarti stagione per stagione, dai un’occhiata al nostro calendario dell’apicoltore.

La volta in cui la marcatura api regine mi ha raccontato una storia

Ti avevo promesso un episodio, ed eccolo. Durante una visita di inizio estate, in una delle nostre famiglie, ho trovato la covata compatta, le uova fresche, le api tranquille. Tutto perfetto. Poi ho visto la regina: bella, grande, attivissima. E senza nessun segno sul torace.

Il quaderno parlava chiaro: in quell’arnia c’era una regina marcata con il colore dell’anno precedente, frutto di una marcatura api regine fatta in primavera. Nessuna traccia di sciamatura nelle visite prima, nessun calo di popolazione. La famiglia, in silenzio, aveva fatto tutto da sola: aveva allevato una cella reale di sostituzione, la nuova regina era nata, si era fecondata e aveva preso il posto della vecchia.

Senza la marcatura api regine, non me ne sarei mai accorto. Avrei continuato a pensare di avere in quell’arnia una regina di due anni, l’avrei magari sostituita l’anno successivo senza motivo, e soprattutto non avrei saputo che quella famiglia aveva una spiccata tendenza alla sostituzione spontanea. È un’informazione preziosa: le famiglie che sostituiscono la regina in modo tranquillo, senza sciamare, sono spesso tra le più docili e gestibili.

Quel giorno ho fatto la marcatura api regine sulla nuova arrivata, con il colore dell’anno in corso, ho aggiornato il quaderno e ho aggiunto una nota: “famiglia da tenere d’occhio per la riproduzione”. È il genere di cosa che un puntino colorato ti permette di scoprire. Se vuoi approfondire i diversi modi in cui nascono le nuove regine, ti consiglio metodi di riproduzione delle api regine.

Gli errori più comuni nella marcatura api regine

Molti errori si ripetono uguali, anno dopo anno, ai corsi e nelle chiacchierate tra apicoltori. Eccoli, con il modo per evitarli.

Usare prodotti non adatti. Smalti per unghie, vernici con solventi, pennarelli indelebili da ufficio. L’odore dei solventi può portare le operaie a rifiutare la regina, e alcune sostanze sono tossiche. Usa solo prodotti a base d’acqua, atossici e pensati per questo scopo.

Mettere troppo colore. Una goccia grande cola sulle ali o sull’addome. Una regina con le ali incollate non vola più, e una con l’addome sporcato può avere problemi di deposizione. Meglio un segno piccolo e ripassato che uno grande e pericoloso.

Stringere troppo. Con la gabbietta a pistone bisogna essere delicati. Una pressione eccessiva può ferire la regina alle zampe o all’addome. Deve stare ferma, non schiacciata.

Toccarla con le mani sporche. Se scegli la presa a mano, le dita devono essere pulite e prive di odori: niente creme, niente sapone profumato, niente tabacco. Le api riconoscono la loro regina attraverso i feromoni, e un odore estraneo può scatenare un rifiuto. Se vuoi capire meglio questo meccanismo, leggi come comunicano le api oltre alla danza.

Sbagliare il colore dell’anno. Sembra banale, ma succede, soprattutto a inizio stagione quando si usa ancora il pennarello dell’anno prima. Io tengo i pennarelli degli anni passati in una scatola separata, lontano dal kit che porto in apiario.

Non annotare. L’abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo: una marcatura api regine senza registrazione racconta solo metà della storia.

Trattenerla troppo a lungo. Tutta l’operazione, dalla cattura al rilascio, non dovrebbe superare un paio di minuti. Più la regina resta lontana dalla sua famiglia, più cresce il rischio di problemi al rientro.

Allenati prima di marcare la tua prima regina

Se non hai mai fatto una marcatura api regine, il consiglio migliore che posso darti è questo: allenati sui fuchi. Sono più grandi delle operaie, non pungono e sono facili da catturare. Prendine qualcuno dal favo, mettilo nella gabbietta, pratica la pressione dello stantuffo e il tocco del pennarello. Dopo una decina di prove, la mano diventa sicura. Se ti incuriosisce il ruolo di questi maschi un po’ sottovalutati, ti racconto tutto in il fuco: tutti i segreti dell’ape maschio.

Un altro consiglio è lavorare in due le prime volte: uno tiene il telaino e guarda, l’altro cattura e marca. Quattro occhi trovano la regina più in fretta e la tensione si dimezza. E se stai muovendo i primi passi, un buon corso di apicoltura con una parte pratica in apiario vale più di qualsiasi tutorial. Trovi altri suggerimenti anche in come diventare apicoltore: 10 consigli per iniziare.

Ogni regina conta: il legame con le nostre oasi

La marcatura api regine significa conoscere ogni regina, seguirla e prendersene cura per tutta la sua vita. È lo stesso spirito con cui portiamo avanti la missione di Salva le Api. Una regina può essere giovane, forte e ben selezionata, ma senza fioriture abbondanti e continue la sua famiglia non potrà mai esprimersi al meglio.

Per questo nelle nostre oasi apistiche del Roero e delle Langhe seminiamo piante mellifere che offrono nutrimento alle api e agli altri impollinatori da fine inverno all’autunno. Se vuoi scoprire come nasce un’oasi e perché è così importante per la biodiversità, lo raccontiamo nella guida completa all’oasi apistica.

E il frutto del lavoro di queste regine, dal miele di acacia al miele di millefiori, lo trovi nel nostro shop, insieme alle confezioni regalo e alle bomboniere solidali con i semi di fiori amici delle api. Ogni vasetto aiuta a far fiorire nuovi pascoli per le nostre api.

Domande frequenti sulla marcatura api regine

La marcatura api regine fa male alla regina?

Se fatta con prodotti atossici e con delicatezza, no. Nella marcatura api regine il segno viene applicato sul torace, una zona rigida e coperta di chitina, lontano da occhi, ali e addome. La regina riprende a deporre normalmente subito dopo il rilascio.

Di che colore si marcano le regine nate nel 2026?

Di bianco. Il bianco corrisponde agli anni che terminano con 1 o 6. Le regine nate nel 2027 si marcheranno di giallo.

Ogni quanto bisogna ripassare il segno?

Dipende dal prodotto e dalla famiglia. Con un buon pennarello il segno resta leggibile in genere per una o due stagioni. Quando lo vedi sbiadito durante una visita, ripassalo con lo stesso colore originale, non con quello dell’anno in corso.

Le api possono rifiutare la regina dopo la marcatura api regine?

Succede di rado, soprattutto se si usano prodotti con odori forti o se la regina resta fuori dall’arnia troppo a lungo. Con prodotti a base d’acqua, tempi brevi e mani pulite, il rischio è molto basso.

Posso marcare una regina vergine?

Meglio di no. Aspetta che abbia completato i voli di fecondazione e abbia iniziato a deporre. Una regina vergine sottoposta a marcatura api regine è più visibile ai predatori durante il volo e più delicata da gestire.

È meglio il pennarello o il dischetto numerato?

Per la gestione quotidiana dell’apiario il pennarello è più rapido e pratico. Il dischetto numerato è utile soprattutto a chi alleva o seleziona regine e deve distinguere ogni singolo esemplare.

In conclusione: un puntino colorato, tante storie

La marcatura api regine è un gesto piccolo, che richiede pochi secondi e un pennarello da pochi euro. Eppure, stagione dopo stagione, ti restituisce tantissimo: visite più rapide, famiglie più tranquille, decisioni più consapevoli. E ogni tanto, come è successo a me, una storia che senza quel puntino non avresti mai scoperto.

Se non l’hai mai fatto, prova questa primavera. Allenati sui fuchi, scegli una giornata di sole, prendi la tua gabbietta e il pennarello del colore dell’anno. La prima volta le mani tremeranno un po’. Poi, la prossima volta che solleverai un favo e vedrai quel puntino brillante muoversi tra le api, capirai di cosa parlavo.

Semina anche tu fiori per le api.

Con una donazione ci aiuti a seminare piante mellifere nelle Oasi del Roero e delle Langhe.

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